Primavera Artistica di Cassino 2009 Stampa

16-05-2009
La storia di una città è fatta di tante cose. E’ fatta, certamente e innanzitutto, delle mille relazioni che ogni città vive in primo luogo con la sua nazione e con gli altri Paesi. Così la storia di Cassino, forse più di ogni altra città, è intimamente legata alla storia d’Italia e d’Europa, sia per la presenza dell’Abbazia che per la guerra che nel secolo scorso l’ha rasa al suolo e l’ha resa la “città martire” per eccellenza, segnando per sempre l’identità dei cassinati.
Ma accanto alla grande storia, c’è la storia quotidiana, c’è la vita di tutti i giorni, ci sono le persone, i loro incontri, i loro luoghi di ritrovo. Tra questi, uno per tutti, il teatro, luogo simbolo di ogni città, luogo di incontro, di divertimento, di svago o di riflessione, luogo in cui si intessono relazioni sociali, luogo in cui possiamo immaginare chissà quante storie e relazioni: quelle immaginarie della finzione sul palcoscenico, quelle invisibili nei camerini, quelle che si intrecciano nei corridoi e nelle pause tra un atto e l’altro.
Anche Cassino lega la sua storia, la sua immagine, ad un teatro.
Dopo l’Unità d’Italia, anche Cassino, come altri centri limitrofi, volle dotarsi di un teatro comunale. Il progetto prevedeva il teatro e il nuovo municipio in un edificio unico, che doveva essere situato in località S. Sebastiano. Dieci anni più tardi, invece, il teatro venne realizzato nei pressi della  stazione ferroviaria..
Era il 1875 quando l’allora sindaco Benedetto Nicoletti potè finalmente procedere al taglio del nastro e inaugurare ufficialmente il nuovo grande teatro “Manzoni”. Una meraviglia e un’emozione. Ci piacerebbe poter dare uno sguardo a quella prima inaugurazione e a quel primo teatro intitolato a Manzoni. La parte centrale dell’edificio ospitava il teatro. L’apertura centrale era l’ingresso principale, le altre due aperture a terreno erano le finestre laterali.
Possiamo immaginare il felice stupore di coloro che per la prima volta fecero il loro ingresso nel Manzoni e spalancarono gli occhi sul bel teatro con la sua forma ovoidale, sul bel soffitto, arricchito dalle decorazioni eleganti e dai medaglioni nei quali erano raffigurati i maggiori musicisti italiani. Possiamo immaginare il rumore dei passi negli interni totalmente il legno, il profumo di nuovo, il grande sipario su cui, in omaggio alla grande storia di Cassino, era raffigurata la benefattrice cassinate Ummidia Quadratilla, figlia del console Ummidio Durmio Quadrato.
E l’emozione, all’apertura di quel sipario, quando sulla scena, ad inaugurare quel palcoscenico, comparve Ermete Zacconi, famoso attore, capace di interpretazioni di impressionante realismo, più volte in scena insieme alla celebre Eleonora Duse e interprete delle più importanti opere scritte da grandi autori: da Shakespeare ad Ibsen, da Tolstoj a Molnàr, da Giocosa a Dumas figlio, a Bracco, a Rovetta, a Maeterlinck.
Simile al teatro di Santa Maria Capua Vetere, il teatro Manzoni fu davvero l’orgoglio della città per 70 anni, proponendosi come un punto di riferimento e un centro di crescita sociale e culturale di alto livello. Nei suoi momenti di massimo splendore, il teatro ospitava anteprime teatrali di grande prestigio e ospitava le repliche degli spettacoli teatrali dei famosi palcoscenici di Roma e Napoli.
Tutto questo fino al fatidico 1944, quando il teatro e la città vennero rasi al suolo dai bombardamenti della guerra.
Non è mai possibile quantificare i danni di una guerra. Le persone, innanzitutto, ma anche le città, le case, le strade, le cose. E il teatro. Un luogo, come dicevamo, di aggregazione, di cultura, di socializzazione. Un luogo di cui Cassino ha per decenni sentito la mancanza, tanto che la ricostruzione del Manzoni secondo il sindaco Bruno Vincenzo Scittarelli, nella sua presentazione del bel libro di Emilio Pistilli “Il teatro Manzoni di Cassino”, «è sempre stata l'aspettativa dei Cassinati del dopoguerra».
Ora Cassino ha di nuovo il suo teatro. E più di un teatro: una sala polivalente. Il nome “Manzoni”non è cambiato, in segno di una forte continuità con il passato e con la storia. Ma la nuova struttura strizza l’occhio al futuro e si apre a sfide sempre più esaltanti.
Il nuovo teatro Manzoni si propone di essere un centro culturale ed artistico di forte richiamo, per qualità e varietà delle proposte. In programma ci sono molti altri miglioramenti della struttura. Ma intanto la stagione artistica si apre con una kermesse di eccezione che animerà la primavera di Cassino. E’ la Primavera Artistica di Cassino 2009, organizzata dall’Associazione Nuove Strategie e dalla Banca Popolare del Cassinate, con il patrocinio della Regione Lazio e dal Comune di Cassino. Dal 15 al 29 Maggio il Teatro Manzoni alzerà il sipario su tre spettacoli con artisti di eccezione, per tre serate all’insegna della spensieratezza e del buonumore. Il 15 maggio 2009, ad aprire la kermesse, ci sarà Max Giusti, attualmente impegnato nel gioco dei pacchi di Rai Uno; il 21 maggio 2009 sul palco saliranno Pablo e Pedro, che il grande pubblico ha imparato a conoscere e ad amare a Zelig; il terzo ed ultimo appuntamento è per il 29 maggio 2009 con Simone Schettino, ex "integralista napoletano" oggi in tour con "Del Belpaese c'è rimasto solo il formaggio".
L’iniziativa è stata presentata lo scorso 4 maggio 2009, presso la Sala Convegni della Banca Popolare del Cassinate, alla presenza, tra gli altri, del Sindaco di Cassino Bruno Vincenzo Scittarelli, del Presidente della Banca Popolare del Cassinate Donato Formisano, dell’Amministratore Delegato della società Nuove Strategie Fabio Alescio. Ospite d’onore è stato il comico Simone Schettino, uno degli artisti protagonisti della rassegna
Queste tre serate inaugurano una collaborazione con il Comune di Cassino per sfruttare e valorizzare la struttura del Teatro Manzoni con iniziative culturali e di intrattenimento. Con Primavera artistica di Cassino 2009 il grande spettacolo non si ferma alle grandi città, ma arriva anche alle città più piccole e in periferia.
I biglietti per le tre serate sono in prevendita anche nelle filiali della BPC.